Una settimana fa - Sabato

Le due coppie di anziani belgi iniziano presto a far rumore, svegliandomi dal sonno del giusto alle 7 di mattina. Maledizioni, imprecazioni e insulti assortiti, e rimango a letto, tra veglia e sonno. Alle 9 vado a far colazione e noto che una delle coppie si accinge a partire. Spero che si levino dai maroni entrambe, ma il ritorno serale mi riporta sula terra.
Dopo esser tornato in camera a cambiarmi, con nuvole basse come contorno a quella che si annuncia come una giornata fresca e uggiosa, scambio due convenevoli coi partenti nel mio stentato francese (lo parlo mediocremente, lo leggo bene, ma lo capisco poco) augurando buon viaggio.
La meta del giorno e' Quinson e il suo famoso Museo Preistorico. E, ovviamente, l'omonimo lago.
Durante il tragitto il sole, caldo e forte, irrombe tra le nubi squarciandone il cupo velo. I belgi si sono levati definitivamente dalle scatole, visto che il maltempo e' coinciso con la loro permanenza.
Il paese di Quinson, cosi' come il lago, non e' granche'. Il museo e' carino, molto ben fatto, con diorami, filmati (multilingua, vi verra' data una cuffia Sennheiser che vi tradurra' l'audio degli interessanti filmati) ed altro. Ingresso € 7,00.
Riparto da Quinson e, notando che sono in riserva, mi reco a Montmeyan (7 km) a fare il pieno. Il paesino e' decisamente carino e val la pena fermarsi (il distributore, invece, e' stato trovato con immani difficolta'). Poi torno indietro a velocita' elevata e mi dirigo verso Saint Laurent du Verdon da cui si gode di una delle migliori viste del lago di Quinson. Soprattutto quella che si ha nella strada che collega Montpezat (uno dei due borghi che forma il comune di Montagnac - Montpezat) con Saint Laurent (o viceversa, ovviamente). I due paesi si possono pure passare senza degnarli di un'occhiata.
Tornando verso la Palud mi sono fermato all'unico Belvedere che mi mancava e li il ghiaietto si e' preso la sua vendetta.
L'accesso al belvedere e' in una curva, posta in salita (o in discesa) sulla strada che collega La Palud a Moustiers (o Moustiers a La Palud). Metto la moto sul cavalletto laterale, faccio due passo e... SBENG!!!
Caduta!!!
Mi ha aiutato un ragazzo francese a rimetterla in piedi (220kg a secco) e un signore italiano a tenerla dritta (la pendenza di quella curva e' notevole e non sono molto alto).
Danni: leva della frizione da far cambiare. e un paio di righette qua e la.
Per pranzo ho preso un'ottima fetta di torta e un te freddo (alla pesca :( ) al bar vicino al 8a8 di Moustiers (quello dove ho mangiato parecchio male al ristorante).
Al ritorno noto con rammarico che il benzinaio di La Palud ha alzato i prezzi.
E domani si torna in Italia.
Peccato, bei posti, belle strade (ghiaietto a parte), bella gente, ottimi e simpaticissimi i cicloturisti trevigiani che hanno soggiornato una notte nel mio stesso albergo. Se avete sette giorni e volete passarli, con calma e tranquillita', tra natura selvaggia e turismo, ecco una meta altamente raccomandata.

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