Due viaggi allucinanti

Parto lunedì mattina con un programma ben fisso in testa: passo del Bocco, Parma, Mantova.
Tutti i siti meteo che avevo consultato (3BMeteo, IlMeteo, Meteo.it, AM Meteo) davano o bellissimo tempo o, al limite, variabile sia nel parmigiano che nel mantovano.
Parto sotto un bel sole, quasi cocente, arrivo a Chiavari, giro per Santo Stefano D'Aveto, poi per il Bocco.
E salgo, salgo, salgo, salgo, salgo, curvo, tornanto, curvo, tornanto, curv... che cazzo è quel nero in cima?
Nuvole basse sul Bocco, nere, stracariche di pioggia.
Scendo, inizio a fare la Val di Taro quando una leggera pioggerellina inizia a scendere.
Leggera, poi sempre più intensa, finché non si trasforma in pioggia seria, pesante, di quelle che ti bagnano pure il bus del cul.
Approfitto della gentilezza di un benzinaio per ripararmi sotto la tettoia, mettermi un maglione in più, e continuare.
Per fortuna alle porte di Parma la pioggia finisce, e posso continuare il viaggio in scioltezza... a parte che la prima deviazione per Levata era chiusa per lavori, e sono entrato in panic mode.
Per fortuna avevo il numero di cellofono del proprietario del B&B, che mi ha fatto arrivare a destinazione.... tornando indietro invece che andando avanti.
E, così, ho buttato qualche decina di minuti.
E quello con l'appuntamento era lui, mica io.

Al ritorno mi alzo che letteralmente diluvia.
Colazione, due chiacchiere finali, scendo i bagagli, esco la moto, metto il bagaglio in moto e non piove più.
Culo? Si, ma di breve durata.
Perché esiste un ante Sabbioneta ed un post Sabbioneta.
Ecco, dalle parti di Sabbioneta inizia a piovere, pioggia che mi accompagna quasi fino a Parma.
Poi, dopo Parma, giro per prendere l'autostrada A15 (io che detesto le autostrade...) non tanto per far prima, ma per avere una strada più sicura.
Verso le 13:00, mentre ero dentro una specie di autogrill a manducare qualcosa e a riscaldarmi, inizia a diluviare.
Perdo tempo, cazzeggio, sono passate le 2 del pomeriggio, piove ma meno: si parte.
Strada più sicura il cazzo: tra automobilisti che si credono eredi di Schumi, tra camionisti "Lauda 2016", camperisti in lotta per il "Neue Vettel", il tutto accompagnato da avvisi tipo "pioggia forte, rallentare", "raffiche di vento forte, rallentare", volanti della stradale che non ce la fanno a inchiappettarli tutti, pioggia, nebbia, e tutto quanto fa insicuro.
Pian pianino arrivo al bivio per la A12, la imbocco, la pioggia diminuisce, a Lavagna il solito vento assurdo, e poi Rapallo.
E poi casa.
Altri viaggi assurdi a cui sono sopravvissuto, e 18 euro spese quasi inutilmente.
Ma è il quasi che conta.
Lampeggi, alla prossima, e guidate come se foste su gusci d'uovo quando piove.

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