Sette colli in sette giorni

Visitare Roma in una settimana è pazzia pura: non la si riesce a vedere tutta nel doppio del tempo, figuriamoci in così pochi giorni.
Di cui solo cinque sono completi, gli altri comprendono il viaggio d'andata (e se si arriva presto qualcosa si vede) e quello di ritorno (che se si parte presto non si vede nulla).
Ho già narrato delle mie traversie con FFSS, e del conseguente scombussolamento di programma.

Prima notazione: la cosa più bella di Roma sono i romani.
L'ho già scritto, se non qui in gozziliardi di tweet e anche altrove.
Repetita iuvant, come dicevano i latini.
Narrazione, tra il serio ed il faceto di quanto ho visto.
Mentre quello che non ho visto lo vedrò in altra visita, perché Roma ha tante cose da ammirare che la scala di priorità dipende dalla propria sensibilità e dalla propria capacità di apprezzare l'arte, il bello e la storia.
Se vi mancano queste qualità non partite neppure: le Seiascelle sono un posto più adatto a voi.
Già la stazione Termini è il Chaos: grande, immensa, dispersiva. Sembra quasi di essere in un aeroporto.
Belle e molto utili per il turista le linee della metro, anche se la stazione più vicina ai Musei Vaticani è Cipro e non Ottaviano, almeno per la mia esperienza. La differenza è, comunque, risibile. La seconda è sicuramente più vicina a San Pietro.

Lunedì, dopo aver aver posato le valige al B&B, ho fatto una capatina veloce a San Pietro. Da li mi sono spostato fino al Castel dell'Angelo e al relativo ponte. Passata l'ora blu (foto FTW) ritorno, mi doccio e vado a cena.
Martedì giornata vaticana. Iniziamo con i fantasmagorici Musei Vaticani, peccato che per vedere anche i giardini mi debba far parte di un gruppo. Si saltano, non è un problema, però non vederli potrebbe essere un peccato. Magari la prossima volta, quando tornerò a Roma. E peccato che alcune sale siano parzialmente in ristrutturazione, come la Galleria delle Carte Geografiche.
Vale la pena visitarli? Assolutamente si, come di tutte le opere di cui parlerò in seguito.
Dopo essere uscito dai Musei (prenotato per le 9:30 ma entrato con il mio solito anticipo abbondante ed uscito tra le 4 e le 5 del pomeriggio: si, me la sono goduta) vado a San Paolo fuori le Mura con la metro (Cipro, Termini, San Paolo).
Si rimane estasiati dinnanzi alla magnificenza di questa chiesa, dinnanzi alla sua facciata ed alla

sacralità che vi si respira dentro.
Da li poi torno indietro.

Alla sera Roma mondana: Piazza di Spagna con la Fontana del Tritone e la scalinata di Trinità dei Monti, poi Trinità dei Monti, via Condotti (solo metà), fontana di Trevi e piazza Colonna. Poi cibarie.
Mercoledì, o il primo dei giorni in toga. Partiamo che decido di vedere per primo il Circo Massimo. Dire che è come sprecare 10 minuti è il minimo!!! WE poi lo si vede benissimo visitando il Palatino. Non perdete prezioso tempo come ho fatto io, è solo un appezzamento di terra. Pare abbiano trovato dei ruderi, ma gli scavi sono appena agli inizi. Ergo evitate.
Ed eccoci alla Sacra Triade: Palatino, Fori Imperiali (è tutto dalla stessa biglietteria; ambedue rovinati dalla pessima presenza di opere d'arte moderna e contemporanea, che cozzano con la magnificenza del luogo) e Colosseo (il prezzo di 12 merkelini comprende le tre opere)
Mattina i primi due, pomeriggio il Colosseo.
Quest'ultimo è impressionante: non oso pensare come si sentissero gladiatori e condannati in quell'arena traboccante di gente, con il Cesare di turno a decretare per la vita o per la morte. Io mi sono sentito una piccola formica inutile: è realmente impressionante.
Tra i due ho visitato Piazza Venezia, l'Altare della Patria e piazza del Campidoglio.
Sulla via del ritorno mi sono fermato a San Pietro per la seconda volta. In primis perché non avevo visto la Pietà di Michelangelo, e poi per visitarlo con calma.

Giovedì, up and down per Roma.
Primo fatto: ho sconvolto il tragitto, che doveva partire dall'Isola Tiberina per finire all'Ara Pacis. Ed invece si parte dall'Ara Pacis (bus subito fuori dal B&B), unasosta in piazza di Campo Marzio (e volendo andare ance nella via omonima sbaglio strada e finisco a Montecitorio), poi si va verso il Pantheon, da li al Ghetto (e non sono passato, sfiorandola solamente, da Piazza della Bocca della Verità!) dove ho scoperto che fino a sabato era tutto chiuso e non ho potuto così mangiare cibo kosher e visitare la Sinagoga ma, almeno, mi sono "consolato" con il Portico d'Ottavia

Poi la fantastica Isola Tiberina e, beh, un certo particolare che solo chi conosce la leggenda che l'avvolge andrebbe mai a cercare. Si può leggere anche su Wikipedia.

Infine, con un moto di coraggio, sono andato a visitare uno dei più bei musei di Roma:
Castel Sant'Angelo. Un conto è vederlo fuori, un altro visitarlo dentro! Purtroppo il mitico Passetto di Borgo quel giorno era chiuso, tanto per cambiare (se lo trovate aperto è più culo che altro).
Venerdì, o dell'andare a zonzo con mete precise.
Prima fermata MM Barberini. Obiettivo: le scuderie del Quirinale. Risultato: chiuse. Visitata la piazza, visto il palazzo dove vive Giorgio "Morfeo" Merkel  (visitabile in rarissimi periodi dell'anno) e, poi, rotta su... ehi, ma qui c'è Palazzo Barberini! Perché non visitarlo?

Perché è soltanto una delle più belle gallerie d'arte che c'è nel mondo? Peccato che alcune delle sale siano chiuse, che in altre il personale sia poco e, quando presente, essenzialmente basato su volontari.
Già, peccato, perché sia il posto che le opere presenti meritano un'attenzione decisamente ben maggiore!
Purtroppo da noi, come da altre parti, contano di più "certe aziende" (Mediaset, Lega Coop, eccetera) legate a doppio filo alla politica che il bene collettivo. Potremmo tranquillamente vivere di arte, turismo e cultura ma non lo facciamo: siamo degli idioti! Ma poi non lamentatevi (io faccio molto voi?) se l'Italia va a scatafascio grazie ai soliti e ben noti nomi.
Da qui poi vado alle terme di Diocleziano con annessi chiostro di Michelangelo e musei (molto interessante quello protostorico). Da li altra Metro, direzione Circo Massimo, per andare a vedere l'edificio termale meglio conservato: le Terme di Caracalla.
Infine una capatina a vedere la fantastica Piazza del Popolo che ti lascia senza fiato. Non per le due chiese gemelle (Santa Maria di Montesanto e Santa Maria dei Miracoli), non per l'Obelisco Flaminio, non per le fontane del Valadier o per la fantastica Santa Maria del Popolo (visita consigliatissima!!!). No, è l'insieme di tutto questo che crea la magica atmosfera della piazza. Per tacere dell'incredibile vastità e varietà di gente che incontri!
Sabato, o il giorno del dubbio. Si, perché l'Appia Antica attira, però due passi nel centro, vedere un paio di luoghi easy, mangiucchiare qualcosa, poi un paio di musei centrali e poi via, presto, sotto la doccia e poi a scegliersi un buon ristorante. Troppo facile, vero? Infatti la mia prima fermata è a Termini, a perder tempo in fila per chiedere su che bunario arriverà il treno il giorno dopo "Verrà annunciato 15 minuti prima dell'arrivo". Un sonoro Vaffa attraversa la mia mente e, da li, verso le Terme di Caracalla (calmini) e poi l'autobus verso il Mausoleo di Cecilia Metella. Però, mentre il gentilissimo (come tutti!!!) autista mi fa scendere noto che sono davanti alle Catacombe di San Sebastiano (chiamate così perché anche lui è sepolto li), noto anche come "colui che morì come uno stupido"
Poi mi sono fermato alla Villa di Massenzio che non è affatto male (e poi era gratis, come un botto di cose, visto che era, con domenica, il giorno in cui si visitava quasi tutto gratuitamente, che erano aperte ville e palazzi chiusi al pubblico: Giornate Europee della Cultura. Ne servirebbero molte di più), da li a Cecilia Metella (da visitare solo se si è in zona) e, per finire, la fantastica Villa dei Quintili

Aspetti negativi? Si, ci sono stati, ma un bel vaffa e te ne freghi, in quanto legati alla stupida mentalità burocratica di certe persone. Per fortuna un'esigua minoranza il cui numero non serve neppure a tirarsi un raspone fatto bene.

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